Ecco tutti i meravigliosi artisti, relatori, illustratori, musicisti, danzatori, scrittori che vi aspettano all’Alzheimer Fest!


RICORDE in collaborazione con Fondazione Zoé – Concerto/Spettacolo e Percorso Sensoriale in cuffia

Miscele d’Aria propone in occasione dell’Alzheimer Fest “Ricorde”, un concerto / spettacolo, organizzato insieme ad un coro di montagna trentino, unito ad un percorso sensoriale in cuffia sui temi della memoria dei luoghi, delle tradizioni della gente di montagna, dell’amore per la natura, oltre che sui suoni del territorio.

Si coniuga la suggestiva formula dei percorsi sensoriali/emozionali in cuffia, destinati a gruppi piccoli di fruitori, con quella di offrire una parallelo concerto/spettacolo, con amplificazione tradizionale.

Il percorso sensoriale in cuffia, sarà usufruibile durante il Fest al Parco delle Terme di Levico per un numero continuativo di repliche. Un flusso di suggestioni, con una colonna sonora realizzata appositamente, intervallate da registrazioni di voci e testimonianze di persone anziane del territorio che ricordano usi e costumi di un tempo.

Le cuffie aiuteranno i fruitori dell’esperienza ad isolarsi e concentrarsi, pur nel corso di un rito collettivo. Il tutto realizzato in chiave poetica, visionaria, suggestiva, al fine di trasportare ogni singolo partecipante in una lenta DIMENSIONE ALTRA, in una sorta di film dal vivo individuale, con una colonna sonora emozionale in cui ciascuno è protagonista e regista allo stesso tempo, potendo scegliere ogni inquadratura attraverso la più potente macchina da ripresa a nostra disposizione: lo sguardo.

Brani particolarmente noti particolarmente noti (La Pastora, Quel Mazzolin di Fiori, La Dosolina ecc.) con arrangiamenti di Miscele d’Aria in chiave contemporanea, ritmata, allegra e coinvolgente. In tale format il brani vengono anche eseguiti da un coro di montagna. I brani sono intervallati da racconti sul tema della memoria collettiva e tradizionale.

Intento prioritario dell’opera/percorso e del concerto è quello di toccare le “corde” dell’anima. Da qui il titolo dell’evento “RI-CORDE”, metafora sia del ricordare (tema della memoria) ma anche di toccare, per l’appunto, le corde dell’emotività. E non a caso, come il concerto eseguito da Miscele d’Aria è caratterizzato dai suoni degli strumenti a corda oltre che dalle corde vocali dei cantanti.

L’esperienza si concluderà con un concerto all’anfiteatro naturale al Parco delle Terme, sabato alle ore 19.

 

 I MINIPOLIFONICI scuola di musica di Trento 

La Scuola di Musica dell’Associazione Culturale “I Minipolifonici”, nata nel 1982, si caratterizza per la serietà della sua attività didattica e per la qualità della sua offerta formativa che, avendo come punto di riferimento gli Orientamenti Didattici Provinciali, sviluppa al suo interno un importante percorso di crescita musicale, accompagnando i bambini iscritti ai propri corsi dalla prima infanzia fino alla loro maturità. Con oltre 700 allievi nelle sue sedi  è un importante soggetto di riferimento nel panorama della formazione giovanile e della cultura musicale nel Trentino.

www.minipolifonici.trento.it

Tra i numerosi progetti che porta avanti la Scuola sul territorio gli  “ALZHEIMER CAFFE'”. In collaborazione con l’Associazione Alzheimer Trento Onlus organizza degli incontri, tenuti da relatori esperti, dedicati a tematiche relative alla malattia dell’Alzheimer.

Per l’Alzheimer Fest ci aspetta un bellissimo programma: Sabato 15 settembre, dalle ore 14 in giro per il Parco la Mini Street Band dei Minipolifonici e alle 15 a Villa Sissi, concerto:

Trio di Clarinetti, Ensemble di Viole e Arpe, Duo di Violini, Trio di Flauti, Pianisti e Coro di Voci Bianche

 

MATTEO BORRI ci parlerà di Storie del Cervello – le ricerche di Alois Alzheimer dal laboratorio al grande pubblico.

Nel 1906 il medico tedesco Aloysius “Alois” Alzheimer descrisse un processo di disfacimento cellulare mai ancora osservato. Nel 1910 il grande psichiatra Emil Kraepelin, per l’ottava edizione del suo manuale di psichiatria, coniò l’espressione Alzheimerische Krankheit, decretando così di fatto la fortuna di una patologia oggi tristemente famosa. Ma che cosa aveva osservato Alzheimer? Credeva di aver visto davvero una “nuova” malattia? E cosa è accaduto durante questo secolo?

Molti sono stati – in questo arco di tempo – gli attori e i fattori che hanno determinato la disseminazione del sapere relativa a questa patologia. All’interno di ogni singolo contesto – che si è occupato (e si occupa ancora) della malattia – è andato sviluppandosi un linguaggio specifico, che definisce un proprio stile di pensiero.

Discipline scientifiche distinte hanno determinato nozioni e metodi di analisi e cura peculiari per fronteggiare questa malattia. Così come è andato modificando le proprie categorie nosografiche il Manuale Statistico e Diagnostico delle malattie mentali (DSM), che dalla sua prima edizione a quella attuale ha decretato la metamorfosi di ciò che viene definito “Alzheimer”, così la percezione pubblica è andata sviluppando una concezione della malattia di Alzheimer che ha “digerito”, nei decenni, le informazioni divulgate dalla scienza, assimilandole alle proprie paure, concezioni, stigmi sociali. Esiste un legame tra l’avanzamento delle ricerche e il cambiamento nell’idea stessa della malattia? E quale è il legame tra ricerca e le politiche nazionali?

Le “malattie di Alzheimer” sono molte; tante quante sono le prospettive dalle quali le  osserviamo (neurologica, psichiatrica, geriatrica, familiare, assistenziale ad esempio). E anche le narrazioni della malattia sono cambiate: da ciò che accadeva dentro le mura delle case di cura un secolo fa, alla circolazione del sapere scientifico che diviene divulgazione fruibile da un sempre più ampio numero di cittadini… fino ai film e ai romanzi che rappresentano e sintetizzano, oggi, ciò che su noi, spettatori di questo naufragio, sperimentiamo quando ci troviamo a fronteggiare questa particolare forma di demenza.

Sabato 15 settembre dalle 13:30 alle 14:30 a Villa Paradiso

 

Il viaggio del Trentino per l’Alzheimer Fest

Alla Pagoda del Trentino avremo il piacere di restituire alla comunità il percorso intrapreso con il Piano provinciale demenze e ciò che è stato realizzato finora grazie al lavoro di rete. Con poster, fotografie e fumetti vi daremo anche un assaggio di come il territorio si è preparato all’arrivo dell’Alzheimer Fest. Verranno esposti i progetti: “Alzheimer tra noi” coordinato dall’APSP “Clementino Vannetti” di Rovereto, “Dementia Friendly Community” coordinato dall’APSP “Residenza Valle dei Laghi” di Cavedine, “Dialoghi Possibili” a cura delle APSP della Valle di Non e Sole, “ALZA…CHE???” coordinato dall’APSP Città di Riva e dalla Cooperativa Arcobaleno e “Ricordati di te” coordinato dall’APSP Civica di Trento.

 

MuDEV propone Poesia da Poesia

Poesia da Poesia mira a rendere accessibile il patrimonio delle biblioteche pubbliche, e coinvolgerle nella creazione di comunità accoglienti verso le persone con demenza. Il progetto è proposto nell’ambito di Musei per l’Alzheimer, il programma del MuDEV – Museo Diffuso dell’Empolese/Valdelsa (www.museiempolesevaldelsa.it ).

L’attività proposta in questo progetto è frutto della collaborazione di educatrici museali e bibliotecarie, e di professionisti della cura con lunga esperienza nell’assistenza alle persone Anziane Fragili. Con Annamaria Cardini, Elisa Gentile, Antonio Valori e Luca Carli Ballola.

Poesia da Poesia, la poesia non è un modo più semplice per parlare con persone con ridotte capacità linguistiche, ma il tentativo di comunicare in maniera più profonda ed essenziale le emozioni e i pensieri, attribuendo valore alle parole, ai loro molteplici significati;  e prestando ascolto ai nostri sensi, risvegliati dalle parole, dalla voce che ce le porta, dalla musica che contengono.

Accompagnati dalla fisarmonica di Simone Faraoni, ascolteremo e commenteremo insieme alcune poesie; poi uniremo la nostra voce e le nostre parole a quelle di uno dei poeti scelti, per creare una poesia nuova, che ci illumini dentro e ci racconti agli altri.

L’incontro si terrà ai Tre Pini nel Parco delle Terme, sabato 15 settembre  alle 13.30

 

BANDARADAN

Musica per i tuoi occhi! Folle orchestra di zingari dai ritmi zoppi, giocolieri di pentagrammi, funamboli della nota puntata, corteggiatori dell’apparato uditivo. La fanfara di musica da strada Bandaradan nasce a Torino nel 2002, generata da una manciata di musicisti straordinari, riuniti nella missione di suonare liberamente, acusticamente, e ovunque(mente). La formazione strumentale consiste in: tomba, fisarmonica, sax baritono e grancassa. Dopo le prime esperienze per le vie di Torino e un giro a cappello sulle strade d’Europa, la proto-banda stabilisce le linee essenziali del proprio lavorìo. Propone un repertorio originale ispirato alla musica balcanica, klezmer e circense, inframmezzato da gags esilaranti. Nei loro spettacoli da strada i Bandaradan fondono mimo e suono, inspirandosi alla corrente musicomica del “R-umorismo”.

Corrado”Party Animal” Calcagno tromba, Sergio “Four” Pejsachowicz fisarmonica, Luca “Sound Of Love” Zennaro sax baritono, Fabrizio “Skulla” Scolletta percussioni

I Bandaradan saranno all’Alzheimer Fest sabato 15 dalle 11 fino a sera per le vie del Parco delle Terme alle 21 all’Anfiteatro naturale o (se piove ma speriamo di no) al PalaLevico

 

ARTEVA CON L’ALZHEIMERFEST 2018 – Un progetto di Guido Morgavi

L’Alzheimer Fest è arrivato alla sua seconda edizione. Arteva non poteva mancare. L’evento di Levico sarà appunto spazio di festa, ma altrettanto un’ area di comunicazione e cultura, di promozione del benessere, di socializzazione e stimolazione del cognitivo, di consolidamento dell’identità e dell’autostima per persone con e senza demenza. Anche grazie ad Arteva persone (non pazienti) con demenza hanno la possibilità di attraversare e sperimentare l’esperienza artistica sia dentro che fuori dalle cliniche e dalle case di riposo: un’arte che connette grandi e piccini, malati e non malati, riducendo le differenze da un lato e valorizzando l’unicità dall’altro. La varietà di linguaggi artistici proposti, di attività gratificanti fondate su un’ampia gamma di materiali, l’ambiente salutare del lago, un accogliente ed empatico team di professionisti assieme ad un ricco programma offerto da Arteva: tutti questi ingredienti contribuiranno all’unicità della festa.

Partecipare all’Alzheimer fest significa cogliere un’opportunità di interazione, comunicazione e sostegno sociale reciproco. La vita di ciascuno è costellata di problemi, preoccupazioni e paure, a volte comuni fra persone diverse e apparentemente lontane. Siamo tutti diversi, ma anche più simili e vicini di quanto pensiamo. La festa crea gruppo, e il gruppo può creare speranza, alimentare condivisione, rete e altruismo.

Arteva presenta per l’Alzheimer Fest la mostra di arte contemporanea “Alzheimer Circle”. Saranno proposti laboratori interattivi attorno a cinquanta opere (stampe fotografiche, sculture, quadri, installazioni e video) i cui autori sono sedici artisti con e senza Alzheimer. I lavori, poeticamente in relazione gli uni con gli altri, contribuiranno a formare una piattaforma comune nella quale non sono previste differenziazioni a priori fra l’arte degli artisti con e senza Alzheimer. La mediazione dell’evento è a cura di Brita Köhler (Alzheimer Circle-Museion Bolzano), Michele Fucich (mediatore d’arte / curatore indipendente), Cristina Bucci e Chiara Lachi (Associazione L’immaginario Firenze / Musei Toscani per l’Alzheimer), Luca Carli Ballola (Associazione Anna Firenze / Musei Toscani per l’Alzheimer).

Durante i tre giorni del festival si svolgeranno laboratori che lasceranno spazio alla creatività e alla manualità dei partecipanti, assottigliando le dissonanze interne alla malattia, focalizzandosi sul sostegno alle risorse dell’individuo e sull’essere nel fare.I laboratori avranno carattere intergenerazionale ed interculturale: Amasing Figures/operato collettivo d’arte di Elisa Grezzani, l’orto di Paolo Bonadio, il ricamo di Sara Galassini, la musica di Francesco Gigliotti, la scultura di Carlo Merz e la danza di Anna Nessler ne saranno parti integranti. Durante il festival il laboratorio di scultura realizzerà una scultura pubblica collettiva e dal laboratorio dell’orto verranno plasmate tre vasche rialzate addibite a coltivazione da donare al PSP Levico cure. I laboratori saranno accompagnati dalla musica dal vivo di Massimo Aldegani, Laura Pallara e Sebastiano Morgavi.

Arteva porterà al lago di Levico anche due installazioni di grandi dimensioni, emblematiche della tematica Alzheimer.

Un variegato team di musicisti, artisti, terapisti occupazionali, logopedisti, fisioterapisti, artigiani, volontari, amici, infermieri, dottori, mediatori d’arte sarà pronto a far festa e cultura con professionalità.

Artisti della mostra Alzheimer Circle: Teresa Rosso, Andreas Linder, Elvira Scuderi, Markus Delago, Luigi Beggiolin, Saman Kalantari, Marisa Guidi, Elisa Grezzani, Sergio Rossi, Elda Trisotto, Guido Morgavi, Pronesti Jenny, Franca Cecchelin, Mara Lea Hohn, Sergio Dalbosco e Maria Walcher.

Partner: Centro di lungo degenza Firmian, KCS caregiver, Comprensorio sanitario di Bolzano, Museion, DoKu System, Reider, Provincia autonoma di Trento, comune di Levico, Alzheimer Fest e Musei Toscani per l’Alzheimer.

Arteva vi aspetta alla spiaggia libera di Levico Terme da venerdì 14 a partire dal pomeriggio fino a domenica 16 settembre

 

DANIELA PEREGO presenta l’installazione NOVE MESI realizzata nel 2011

“Se nel processo creativo l’arte dimentica a memoria tecniche e riferimenti al mondo, nell’Alzheimer la persona dimentica semplicemente il mondo” .  Achille Bonito Oliva

Oggi le persone amano esporsi ed essere protagoniste, dare in pasto al pubblico, attraverso blog, social network o programmi televisivi di dubbia fama, la propria vita… Un misto di egocentrismo, voyerismo e bisogno di apparire. Perchè non dare un senso a tutto questo e andare oltre? Desidero che le mie foto “ricordo” possano dare un aiuto a coloro che i ricordi li stanno perdendo ed è per questo motivo che intendo devolvere l’intero ricavato delle vendite alla ricerca per la cura dell’Alzheimer. Cosi come è già avvenuto a Roma, Torino e Trento. Inizialmente erano 5000 foto ad oggi sono 2000.

 

IL TEMPO NON ESISTE DI STEFANO CAGOL

Prendendo spunto dal sintomo del disorientamento nel tempo e nello spazio che caratterizza la malattia dell’Alzheimer, l’artista Stefano Cagol innesca una riflessione sull’idea di tempo e sulla necessità odierna sempre più spiccata della società contemporanea di dominarlo, rincorrerlo, bruciarlo, ed evoca invece una dimensione in cui il tempo non esiste. In cui la base fondamentale del vivere quotidiano non è come ci appare. In questo modo l’approccio visionario dell’artista viene a coincidere con le più recenti teorie della scienza, come quelle della meccanica quantistica secondo le quali il tempo non è influente nel guardare alle strutture più generali del mondo. Partendo da questo, Stefano Cagol ha ideato una performance partecipativa originata dalla realizzazione e distribuzione di una serie di spille: il pubblico diviene partecipe dell’opera creando, indossando, combinando le spille ed essendo il portatore e diffusore di un intervento artistico pensato per essere virale.
Le parole impresse sulle spille sono alcune declinazioni del tempo e suggestioni sulla sua percezione.

Questo progetto rientra nella pratica portata avanti dall’artista negli ultimi dodici anni, facendo proprio un uso critico delle spille, un mezzo nato negli Stati Uniti per la propaganda politica.

Biografia 

Stefano Cagol è nato a Trento nel 1969. Vive in Trentino Alto Adige Südtirol. Ha studiato all’Accademia di Brera e con un post-doctoral fellowship alla Ryerson University di Toronto. Con i suoi video, installazioni e performance Stefano Cagol incide sul contesto socio politico riportando alta l’attenzione su varie tematiche legate alla storia contemporanea fra cui il clima, tanto da partecipare alla mostra del Ministero tedesco dell’Ambiente per la conferenza mondiale sul cambiamento climatico COP 23, alla mostra inaugurale di Haus Mödrath – Räume für Kunst a Colonia, a Manifesta 11 a Zurigo e al Padiglione Nazionale delle Maldive alla 55a Biennale di Venezia. Il suo ultimo progetto personale “The Body of Energy” è stato presentato a MAXXI a Roma, Museo Madre a Napoli, Museion a Bolzano, Kunst Halle Sankt Gallen, ZKM a Karlsruhe, Museo Folkwang a Essen e al Landmark / Bergen Kunsthall.

Il laboratorio di Stefano Cagol sarà al Parco delle Terme dalle ore 17:00

 

GIOVANI NEL TEMPO

Il progetto “Giovani nel Tempo” si concretizza in Associazione di Promozione Sociale nel 2015 con la collaborazione con il Dipartimento di Psicologia dell’Università di Bologna e molti medici geriatri, psicologi, terapisti occupazionali, al fine di pensare al gioco come un momento prezioso sia di socializzazione che di protezione della memoria.

Sono stati così creati 3 giochi da tavolo (Mentabile, Non c’è 2 senza 3, VerbaVolant) che, oltre a costituire un valido strumento di aggregazione e divertimento, rappresentano un momento di incontro tra persone di tutte le età e una valida testimonianza di come si possano raggiungere risultati positivi nell’ambito della prevenzione delle patologie dell’invecchiamento. I nostri strumenti, compresa anche la nostra agenda della memoria “La Rosmarina”, sono tutti stati validati scientificamente. Un quarto gioco, che il Prof. Ennio Peres ha creato per noi e chiamato Memoflash, è stato affidato ad alcune strutture per essere testato.

Obiettivo dell’Associazione è occuparsi del benessere e della salute delle persone e perseguire il cosiddetto invecchiamento attivo. Questo è attuato attraverso la creazione di stimoli nascenti dal gioco e in grado di allenare e mantenere le abilità cognitive.Gli strumenti sono molto importanti anche per la prevenzione e possono essere utilizzati senza limiti d’età.Il momento ludico sollecita le abilità anche comunicative della persona e diventa inoltre lo strumento di dialogo con i familiari e con chi si prende cura.

 

SonoraMente – Un coro per la Memoria Fragile

Nato nel 2016 su suggestione del Coro Las Voces De La Memoria di Valencia, il coro è un format di musicoterapia e canto corale di Walter Vinci Onlus, associazione milanese che da dieci anni si occupa di progetti a sostegno delle fragilità.

SonoraMente è strutturato per persone dalla memoria fragile: per prevenire il peggioramento della perdita della memoria, nel gioco dei ricordi veicolati dalla musica e dalle emozioni che ad essa sono connesse

Attraverso la realizzazione del progetto si vuole favorire la socializzazione e ritardare il più possibile l’isolamento dell’individuo, attraverso l’ascolto di sé e degli altri; la musica infatti facilita la comunicazione, consente l’integrazione nel gruppo, ma anche il rinforzo dell’identità del singolo, l’emergere di sentimenti positivi originati dalla sensazione di appartenenza, aumentando l’autostima e la considerazione di sé stessi.

Il coro, diretto da Guglielmo Nigro, musicoterapeuta e Natalia Cannone, maestra di coro, avrà al piano Giulio Colombo Taccani.

Il Coro SonoraMente ci intratterrà al Parco delle Terme sabato 15 settembre alle 16:00 e poi ancora domenica 16 a partire dalle 10

 

QUOTIDIANI PARALLELI – Un percorso visivo di Luca Chistè nell’ordinaria esistenza
di alcune persone affette da Alzheimer

Questo lavoro fotografico muove dall’idea di raccontare, attraverso le immagini, alcuni momenti, di assoluta ordinarietà, così come vissuti da persone che, in strutture protette o presso le proprie famiglie di origine, combattono quotidianamente con l’Alzheimer.

Il progetto punta la propria attenzione sulle attività e sui piccoli accadimenti giornalieri che, istante dopo istante, avvengono nella vita quotidiana di alcune persone colpite dall’Alzheimer.

Le immagini, suddivise in relazione alle aree topologiche in cui sono state realizzate, sono state prodotte basandosi sulle esclusive evidenze del contesto, mediante l’impiego della luce naturale disponibile e senza mai ricorrere ad una preventiva “regia” dell’immagine se non quella, auto-prodottasi, al momento dell’interazione fra il fotografo ed i vari attori del contesto.

L’obiettivo di fondo stabilito dalle riprese, è venuto perfezionandosi e modificandosi nel corso del lavoro, in accordo all’ipotesi che il “campo”, ed il “contesto”, modificano sempre le ipotesi preventivamente stabilite. Lo sguardo, nelle immagini proposte, è divenuto quello che potremmo definire come “il riflesso del sé”, ovvero la costante interazione che le persone ritratte intrattengono sia con i propri ricordi sia con la propria immagine. In questo processo ricostruttivo e di significato del sé, un ruolo fondamentale è attribuito a coloro che, a diverso titolo – caregiver familiari o personale preposto – assistono quotidianamente i propri cari. Il “rispecchiarsi”, quindi, assume un significato che amplifica l’accezione con cui è possibile intendersi questo atto. È qualcosa che entra a far parte di quel “quotidiano parallelo”, da cui il titolo della mostra, che cerca di ritrovare tracce del sé non solo negli oggetti, che divengono nuovi immaginari esistenziali, ma anche, e forse soprattutto, nel rapporto con coloro che, giorno dopo giorno,  vivono a contatto con le persone colpite dalla malattia. Nei gesti, nello scambio degli sguardi, nelle azioni di contatto fisico, si ritrova un universo comunicativo che diviene, istante dopo istante, una possibilità concreta: quella di annodare i fili con la propria identità ed il proprio vissuto che, la malattia, con la forza della patologia che la contraddistingue, cerca di demolire.

L’azione di supporto, in questo senso, sia da parte dei familiari, sia da parte delle strutture proposte all’accoglienza, è straordinaria. Gli sforzi compiuti in questa direzione, rappresentano un tratto di così profonda ed umana solidarietà, che è impossibile descrivere. In questi quotidiani paralleli, apparentemente simili nel loro divenire, si celano legami ed insegnamenti profondi che dovrebbero, aldilà e oltre le immagini, far riflettere chiunque di noi.

Accanto e “oltre” l’evidenza delle situazioni legate al tema dell’assistenza, inoltre, si è cercato, attraverso il medium fotografico (quasi che esso stesso fosse un rimando per contrapposta specchiatura) di ritrovare, negli intensi sguardi dei protagonisti, una dimensione di normalità, attenzione e rispetto per ciascuno di loro, coincidente con il desiderio di mantenere viva la loro identità.

Luca Chistè, autore delle immagini esposte in rassegna, desidera ringraziare sentitamente, per la straordinaria collaborazione fornita alle riprese, i familiari e tutto il personale preposto all’assistenza dei protagonisti delle fotografie e per aver permesso, non solo e  non tanto, di raccontare con la fotografia alcune di queste realtà, ma per avergli consentito di vivere, con generosa intensità, emozioni e riflessioni, su questo parallelo universo, esistenziale ed umano.

 

TRIO AMETISTA

Nato nel 2008 nella classe di musica da camera della Scuola Musicale “Camillo   Moser”di   Pergine,   il   Trio   Ametista   è   composto   da   tre   giovani diplomate presso il Conservatorio F. A. Bonporti di Trento: Chiara Refatti al violino, Silvia  Zampedri al violoncello e Silvia Refatti al pianoforte.

Punto   di   forza   e   di   unione   del   trio   è   la   passione   e   l’impegno nell’interpretazione di un repertorio costituito da musiche di Beethoven, Schumann, Piazzolla, Debussy e Mendelssohn. Impegnate nel lavoro a tempo pieno, dedicano il loro tempo al suonare assieme come momento tanto  desiderato e di ricerca di quella sintonia caratteristica del trio.

 

FRANCA GRISONI e LO SMALTO DEI VERSI

“Ho cominciato a lavorare da giovane, a Sirmione, presso mio zio parrucchiere. Sulle prime fare la manicure non è stata una scelta, ma una necessità: in quel negozio nessun’altra attività avrebbe potuto essere interrotta per consentire a me, nipote, di occuparmi anche della cassa. Tuttavia questo lavoro artigianale l’ho sempre fatto volentieri, con la certezza di saperlo fare bene: ho avuto un’ottima maestra e sono diventata maestra a mia volta. Per motivi di famiglia ho dovuto interrompere il lavoro per alcuni anni, ma dopo la pausa forzata le amiche sulle quali mi ero esercitata da apprendista hanno insistito affinché riprendessi, cosa che ho fatto, continuando poi con piacere fino alla pensione e oltre: non ho mai smesso completamente. Ho continuato a curare le mani alle mamme delle amiche e ad amiche o conoscenti anziane ricoverate in Case di Riposo. Avere le loro mani scolpite dagli anni tra le mie, regolare la forma dell’unghia, osare qualche smalto brillante in un’atmosfera di intimità ha sempre dato serenità (ed anche gioia) a me e a loro.

Ho composto le prime poesie a memoria: brevi, musicali nel dialetto del mio paese, facili da ricordare. Per alcuni anni le ho recitate a mio marito, marchigiano, senza scriverle e tradurle. Le ho messe su carta successivamente e le ho tradotte in italiano per la pubblicazione.

L’amore, l’attività artigianale e la poesia, scritta, letta, meditata, recensita, hanno fatto di me quella che sono.  È un piacere partecipare all’Alzheimer Fest, in una postazione che ho immaginato come quella di Lucy dei Peanuts, dove le mie passioni si potranno intrecciare. Rinnoverò lo smalto a chi lo vorrà, presenterò i poeti che interverranno, li ascolterò con il pubblico in incontri che spero fecondi per ognuno.”

Lo smalto dei versi con Franca Grisoni accoglierà anche Azzurra D’Agostino venerdì 14 settembre dalle 15:30 al Parco delle Terme

 

LORETTA ZANELLA presenta RITORNO AL PADRE

Ho scritto questo libro per una ragione che ritenevo molto importante: la condivisione.

Quando un uomo si ammala e perde la cognizione di sé, è molto facile che l’emarginazione sociale e,  talvolta, anche quella familiare, sia una conseguenza molto frequente.

Prima di essere una malattia, l’ammalato ai Alzheimer è stato un uomo con il suo vissuto, con la sua storia.

In ” RITORNO AL PADRE”, ho raccontato la storia di mio padre dall’infanzia difficile alla svagatezza dell’età adulta. Anni belli ed intensi fino all’arrivo del signor Alzheimer, come lo chiamavamo quasi ad esorcizzarne la sua crudeltà, poi l’epilogo difficile e tragico ma sempre accompagnato dall’amore e dalla tenerezza perché non è la malattia che deve togliere ad un uomo la sua dignità.

Loretta Zanella  dialogherà domenica 16 settembre dalle 14 alle 15 ai Tre Pini del Parco delle Terme

 

LA VITA CHE ABBIAMO E’ UNA GRANDE  COSA , l’imperdibile laboratorio di FLORENCIA MARTINEZ

Non c’è che il momento presente, e un ballo di ricordi confusi nella mente.

Questo laboratorio propone il qui e ora come presunzione di allegria e condivisione di gesti infantili come sporcarsi le mani con il colore, e tattili come lasciare la nostra impronta su un panno di tessuto, e che poi la nostra mano faccia parte di una bandiera di mani. La storia dell’umanità parte da una mano dipinta su una pietra, una testimonianza che dice “io sono stato qui”, prima della parola, prima dei timbri del notaio. Ritornare a quella essenzialità non può che farci bene, mentre ci laviamo dopo le mani lasciamo insieme al colore la fatica della nostra vita .

È un gesto semplice, dove il colore ( sia quello del suporto tessuto che dei colori ad acqua lavabili) danno

Quella gioia e quella sensorialità ludica neccessarie a voler nascere il desiderio di partecipare, di giocare, di lasciare parte di se in un’azione collettiva.

Florencia Martinez vi aspetta per tutti e tre i giorni del Fest al Parco delle Terme su Viale di Sotto

 

CHIARA TURRINI legge JACKYLL E HYDE IN OSPEDALE

E’ un un monologo sull’Alzheimer, questo è chiaro, siamo comunque all’Alzheimer fest, ma prima di tutto è un abito. Sì, perché mi è stato cucito addosso, dalla sceneggiatrice del corto “Ti ho incontrata domani” Marzia Vitanza. Ed è il racconto, in 11 minuti, della storia di mia madre, della madre di Michele, di Flavio, di Luisa e di mille e mille altre madri e padri e coniugi, fratelli, amici. La storia di tutti quelli che noi accompagniamo su un sentiero che diventa ogni anno più tortuoso, ma che, grazie a qualche foglia leggera, ai fiori arancioni, ad un pezzetto di cielo, di canzone, di risata, agli occhioni di Ginevra, ricorda che è, pur sempre, un percorso di Vita.

TI HO INCONTRATA DOMANI –  Dal film di Marco Toscani il monologo di Chiara Turrini vi aspetta sabato 15 settembre alle ore 10

 

I carristi del Carnevale di Fano presentano IL LABORATORIO CIO’ CHE (ANCORA) NON C’E’

Giocare vuol dire scoprire e promuovere la propria curiosità, fantasia, immaginazione, proprietà di invenzione e d’ingegno, quelle facoltà creative che divengono saper pensare e fare cose nuove e funzionali che aiutano a crescere e vivere meglio, in sintonia con una realtà evolutiva e disevolutiva insieme che va avanti e non aspetta.

Se per “gioco” si intende quell’attività ludica che dall’infanzia e lungo le varie stagioni della vita scopre, attiva e promuove lo sviluppo delle “ricche” proprietà della mente e del corpo della persona e “divertimento” non vuol dire solo svago o passatempo, ma vivere il sentimento, l’emozione, la gioia che si prova quando si consegue il bene, quando la persona ha spirito di intelligenza, gusto, capacità critiche, quando si animano quelle sue facoltà immateriali intellettive e psicologiche, giocare vuol dire promuovere lo sviluppo della persona, della sua abilità di ricercare, di scoprire, di creare, di promuovere relazioni e modi di vita di qualità.

L’attività ludica “muove”, attiva ed evolve, fantasia, immaginazione, sensibilità, emozioni, organi e funzioni dell’intelletto e del corpo, quel saper costruire da prima i propri giochi, i propri giocattoli e, progressivamente nel tempo, quelle abilità che divengono, ingegno, esercizio, lavoro, Arte, creatività.

Creatività vuol dire aggiornare le conoscenze, i saperi su cosa c’è “dentro” e si “muove” nella persona, nelle sue relazioni, vuol dire “giocare” a riscoprire e promuovere quelle proprietà di sognare, di ideare, realizzare e vivere modalità di vita di sviluppo e benessere.

Gioca a disegnare o descrivere una tua idea, desiderio, bisogno, proposta, per spazi, ambienti, cose e relazioni più a misura di persona:

“Nell’ambito di un apposito spazio laboratorio, bambini e adulti insieme, con materiali di recupero (semplici fogli di carta da pacchi, matite, colori vari, cartoncini, legnetti e oggetti vari assortiti, ecc) giocano a pensare, disegnare o descrivere, cose che non ci sono ma che vorrebbero per vivere al meglio le loro esperienze, il loro pieno ed armonico sviluppo”.

Alfredo e Fabiola Pacassoni vi aspettano sabato 15 e domenica 16  Settembre  dalle 10 al Parco delle Terme di Levico

 

UN TANGO PER NOI in collaborazione con l’Associazione E.M.M.A.

“Ballo o danza significano musica,  libera espressione, sentimento, piacere, nostalgia, novità, comunicazione, compagnia.

Ma perché proprio il Tango Argentino? Perché è bello, pieno di significati, facile e al contempo difficile, ma soprattutto per tutti, per tutte le età. Nato su musiche  piene di memoria storica antica e recente, il tango è musicalità, connessione, comunicazione, fisicità e sensibilità, libertà espressiva nella sua improvvisazione, divertimento ma anche tecnica e impegno per le sue particolarità. Ecco perché siamo qua. Tutti possono entrare in contatto con il tango argentino. “

Gli insegnanti Sandro Catarci e Rosalba Lorenzini con i ballerini di Abilitango saranno al Parco delle Terme sabato 15 settembre dalle ore 10:30 alle 12